IL MUSICISTA
“Enrico Ghedi inizia a suonare a sei anni e fino all’età di tredici anni si dedica al pianoforte classico. L’inizio del liceo coincide con il rifiuto da parte di Enrico di proseguire gli studi classici. Dopo circa un anno di inattività intorno ai quindici anni fonda un gruppo che si dà il nome di Crisi, cover band che alterna pezzi di Pink Floyd e Deep Purple, ulteriore dimostrazione dell’universalità di generi che interessa i futuri Timoria all’inizio delle proprie esperienze musicali.
Enrico approda ai Precious Time su invito esplicito di Omar Pedrini, il quale ha da tempo in mente di formare un gruppo con precise caratteristiche: suonare una musica vicina alla new wave britannica, termine spesso usato a sproposito in quegli anni, che racchiude mille e una maniera di proporre un rock alternativo a quello dei grandi esempi dei decenni precedenti… “(tratto da “Timoria Frammenti rock” di Pippo Piarulli ed.Arcana, 1996).
L’attività musicale di Enrico Ghedi è fortemente legata a quella dei Timoria, poche sono le esperienze musicali lontane dal gruppo e anche la maggior parte di esse è comunque caratterizzata dalla presenza di qualche altro componente dei Timoria , in particolar modo Omar Pedrini, col quale, nel 2001, collabora anche per supportare Dan Fante nella tournee italiana “Agganci”, un acoustic reading straordinario in cui i due musicisti accompagnano le letture dello scrittore americano. Nell Ottobre 2002 Enrico Ghedi accompagna, insieme ad Omar, Lawrence Ferlinghetti in un reading a Brescia e l’anno seguente, dopo che i Timoria sono già sciolti, Jack Hirschman. Insieme, sempre nel 2002, partecipano al Premio Ciampi come ospiti con un duetto acustico che resterà memorabile nella storia della musica italiana. Interessanti la collaborazione con il progetto degli Altera “Canto di spine” in cui Enrico Ghedi regala un’interpretazione al pianoforte della poesia “Natale” di Giuseppe Ungaretti e la produzione di un brano degli Empatia “Come un bambino”.
-Canto di spine “costituisce di fatto la prima antologia “sonora” sulla poesia italiana del ’900. È uno strumento nuovo che può fornire un importante contributo per avvicinare le persone alla poesia ed alla letteratura italiana”. Così recita la presentazione del disco sul sito, peraltro sguarnito degli Altera, un gruppo formato da Stefano Bruzzone (alle voci, sonagli e travagli) e Davide Giancotti (alle chitarre e suoni cosmici), a cui si affiancano una serie di superstar del rock italiano per realizzare questo progetto: da Emidio Clementi dei Massimo Volume, a Gigi Cavalli Cocchi dei C.S.I., Daniele Barny Bagni dei Litfiba, Francesco Monetti dei Modena City Ramblers, Enrico Ghedi e Omar Pedrini dei Timoria, Roberto Freak Antoni degli Skiantos, Manuel Agnelli degli Afterhours, il bassista Steve Piccolo ed il jazzista Paolo Fresu oltre a Franz Di Cioccio della PFM che è anche produttore del disco-E’ molto importante per Enrico aggiungere qui un altro argomento che riguarda la sua biografia, come uomo e come musicista, e questo per le migliaia di domande fatte dai fans nei suoi ultimi due anni di silenzio, domande e perplessità su una questione mai realmente spiegata e alle quali è sempre stato lasciato il dubbio:la verità sulla sua scomparsa dalle scene, la verità sulle dichiarazioni fatte dai giornali e dalle voci.
Dal 1°Maggio 2002, giorno in cui si ritira dalle scene, dopo un’ultima crisi dovuta ad una grave depressione, Enrico decide di isolarsi e in solitudine si dedica a se stesso, allo studio della natura e dell’informatica. Dopo quindici giorni i suoi esami medici sono perfetti e dopo sette mesi lo psichiatra che lo segue lo dichiara guarito dalla depressione.
Enrico non è stato in nessuna “clinica per disintossicarsi” o addirittura “in comunità”, come è stato scritto lasciando lo spettacolare dubbio sulla scelta della sostanza di cui morire o contro la quale combattere. E’ vero invece che, trovandosi improvvisamente a vivere e lavorare in una piccola comunità cittadina, i dubbi che queste “voci” hanno instillato nella gente ignorante sono stati un reale ostacolo alla sua guarigione sociale.
Nessuna clinica dunque, come dimostrano o avvallano le sue rare (mai pubblicizzate) ma intense apparizioni in reading di teatro e poesia, nessuna clinica se non quella della natura e dell “hacking” per ritrovare se stesso, i veri amici, il vero amore e riprendere la sua attività di “curioso intellettuale” e come alcuni dicono, ma lui non tollererebbe definirsi, di filosofo “hacker”.
E’ vero infatti che” la forma mentis dell’hacker non è ristretta all’ambito del software-hacking. Ci sono persone che mantengono un atteggiamento da hacker anche in altri campi, come l’elettronica o la musica – davvero, lo puoi trovare ai livelli più alti di qualsiasi scienza od arte. I software-hackers riconoscono questi spiriti affini ovunque e chiamano anche loro ‘hackers’ – e qualcuno afferma che lo spirito hacker è totalmente indipendente dal particolare media in cui esso lavora”.
Per cui… “buon lavoro Maestro”!
enrico ghedi timoria reading con lawrence ferlinghetti a biella
enrico ghedi | MySpace Video nolink]






